Eh sì…ho proprio sbarellato. Ho dovuto ammettere di avere un problema serio con il mio laparocele.
Una sera sono andata a dormire…mi sono addormentata con la mano sul laparocele. All’improvviso nel cuore della notte mi sono svegliata con un terribile attacco di panico. Stavo sognando che il laparocele si era aperto, che era uscito tutto il colon fuori, che più il colon si riversava fuori dal mio addome più la ferita si allargava, sangue dappertutto e io ero spaventata a morte.
All’improvviso mi sveglio (probabilmente per una tachicardia) e ci sono stati quei 30 secondi che ero tra il sogno e l’essere sveglia…non sono riuscita a mettere a fuoco subito la cosa e ho pensato che stesse succedendo veramente. Sono saltata giù dal letto con la mano sul laparocele e sono sbattuta con il corpo vicino all’armadio e questo forse mi ha fatto svegliare completamente e ho capito che non era successo niente. Alle tre di notte sono uscita sul balcone in piena crisi di ansia…con un freddo immane, ho respirato l’aria e ho messo in atto tutte le tecniche yoga che conoscevo per calmarmi.
Mi sono seduta a terra e ho pianto per un’ora e mezzo senza mai togliere la mia mano destra dal laparocele. Credo di aver pianto per tutto….per tutte le cose per cui non avevo mai pianto. Credo di aver pianto per la rabbia, per la stanchezza, per l’università, per gli errori passati, per il mio ex (no vabbè per lui avevo già pianto), per mia madre, per un amico, per lo stress, per i dumping, per la nausea, per Angrisani, per Bottani, per tutte le cose che mi mancano…credo di aver pianto per tutte quelle cose che non avevo mai pianto.
Non ho sbarellato con 3 interventi, non ho sbarellato nelle situazioni di pericolo, non ho sbarellato a scavare i morti di un terremoto, non ho sbarellato con il fango di una montagna crollata che mi arrivava all’inguine, non ho sbarellato davanti a niente….l’ho fatto davanti a un sogno di un laparocele. Né sto facendo un problema psicologico…e non riesco a risolverlo. Ma ammetto che tutte quelle lacrime mi hanno fatto bene.
Una volta Meiosi mi disse che era rimasto impressionato dal fatto che da una parte lo facessi ridere per quanto fossi teneramente simpatica e divertente e dall’altra lo spaventava il fatto che avessi un totale controllo sulle emozioni.
Una volta eravamo a Napoli insieme a una decina di persone. Eravamo in un locale dove si beve una buonissima sangria. Tutti avevamo bevuto più di un bicchiere di troppo…tutti eravamo decisamente brilli e mentre tutti ridevano, scherzavano e dicevano cazzate da persone che hanno alzato il gomito io ero con la mascella serrata in silenzio e non ridevo. Mi chiese…perché fossi così seria, perché non ridevo come ogni persona brilla che si rispetti…e gli risposi che mi stavo autocontrollando perché temevo di perdere il controllo di me stesso a causa della troppa sangria e che visto che lì tutti erano brilli c’era bisogno di qualcuno che fosse lucido per riaccompagnare tutti a casa.
E mi disse: Alexa lì capii che sei senza speranza
E io: e perché? Uno doveva essere sobrio caso mai succedeva qualcosa.
E lui: Alexaaa dannazione tu non guidi….eravamo sul lungomare di Napoli….casa mia si raggiungeva a piedi…e tu ti autoimponi di non perdere il controllo??????????
E mi sono fermata….a pensare…dannazione aveva ragione…ho controllato le mie emozioni per una cosa senza il totale senso. Ed è una cosa che mi ha rinfacciato sempre.
Una volta in ospedale mi stava facendo dei prelievi di sangue, la vena non si trovava e al terzo buco mi guarda e dice: guarda che sei ti stai facendo male…puoi piangere…puoi dirlo…sarebbe una cosa assolutamente e totalmente normale. Dannazione Alexa piangi una buona volta!!!!!!
E dopo l’attacco di ansia che mi sono beccata l’altra sera mi sono resa conto che aveva ragione….io non avevo mai pianto. E allora mi sono presa 15 giorni solo per me. Ho dormito, ho spento il computer per la quasi totalità del tempo, ho letto un bellissimo libro di Oliver Sacks, ho fatto passeggiate e sono ritornata a dormire. Non ho lavorato, non ho studiato e oggi è lunedi…dovevo ricominciare a vivere di nuovo purtroppo e sono tornata a Napoli. Ora mi rimetto in pari con tutto giuro….
Alexa
Ps: sia chiaro che non sono pentita nemmeno un po’ di essermi operata…vorrei solo averlo fatto a Napoli invece di andare a mille km da casa.